Babbo portami a casa

Il video
“Babbo portami a casa” un regalo di don Carlo Russo per la Comunità del Don Bosco
Come sappiamo ogni anno la Comunità salesiana ci invita a fare un difficile esercizio del cuore: la fisarmonica del cuore! Dobbiamo stringere il cuore per salutare chi in questi anni abbiamo incontrato e voluto bene quotidianamente ed allargarlo per accogliere e far sentire a casa i nuovi arrivati che faranno parte della nostra comunità.
Don Carlo per noi è stato “casa che accoglie” in particolar modo nel sacramento del Perdono che con tanta disponibilità e paternità ha dispensato a tanti dal confessionale. Don Carlo vuole donarci un abbraccio paterno con la sua emozionante “Babbo portami a casa” dedicandola alle persone che ha incontrato e amato in questi anni al Don Bosco: “La dedico a ciascuna delle persone che ho conosciuto, a tutte le persone di cui ho sfiorato appena la loro propria splendida vita, a tutte le persone che hanno un buon padre, a chi non ha avuto la fortuna di averlo (ma che potrà scoprirlo nella vita in un maestro, in un testimone, in un prete, in un professore…), a chi un buon padre diventerà. Ai ragazzi, ai giovani, agli adulti, agli anziani con affetto e gratitudine per la benevolenza”.
“Babbo portami a casa” è un brano che racconta la vita di don Carlo e un pezzo di vita con suo padre ma vuole anche ricordare come la vita di ciascuno di noi trovi senso nell’essere padri/madri, maestri e amici gli uni degli altri. La vita cristiana è un cammino e in questo cammino non siamo soli ma troviamo dei compagni di viaggio che ci conducono a scoprire e a comprendere il mistero della vita. Come Gesù con i discepoli di Emmaus che accostandosi e camminando con loro gli fa ardere il cuore in petto e li porta a fare grandi scelte, così ognuno di noi ha questa responsabilità fraterna verso gli altri. In questo bellissimo brano forse riecheggiano anche le parole di Dio Padre: “Adamo dove sei?” come se fosse Dio stesso a dire: “Adamo torna a casa che anch’io ho un sogno che ti voglio raccontare” ma allo stesso tempo ognuno di noi potrà riconoscersi nelle parole del Figliol prodigo: “Ritornerò da mio padre!” e tutto sarà di nuovo bello.
Allora davvero grazie don Carlo per questi anni dove ci hai insegnato che l’essenziale è tornare a casa dove il Padre ci aspetta e dove, in un dialogo d’amore, il figlio racconta al Padre i suoi sogni e il padre ispira il figlio a seguire la propria vocazione: il sogno di Dio per la sua vita.
La nostra comunità sarà sempre la tua casa e sappiamo che ovunque tu sarai sarà anche casa nostra.
Un grande abbraccio fraterno, Don Giorgio Mocci



